APPALTATORI DI TUTTO IL MONDO UNITEVI!!!!

Finalmente qualche appaltatore alza timidamente la testa per la prima volta, prendendo carta e penna per scrivere all’impresa committente e alle organizzazioni sindacali che rappresentano i lavoratori per segnalare che non possono accettare le condizioni imposte dall’azienda committente. Condizioni che prevedevano una tariffa oraria per i lavoratori in appalto, cioè in palese contraddizione con le normative in vigore. [leggi il testo della lettera]

Non stiamo parlando di un committente qualsiasi, ma di un’importante gruppo con più stabilimenti sul territorio nazionale e regionale, con un rinomato marchio della salumeria italiana conosciuto in tutto il mondo. Un gruppo, quello che controlla la citata impresa committente, che ha uno stabilimento nel territorio modenese che è stato al centro di numerose sommosse, scioperi e lotte dei lavoratori in appalto passati, in pochi anni, alle dipendenze di oltre cinque pseudo imprese appaltatrici.

Nonostante il caos, le sommosse e le rivolte dei lavoratori sfruttati negli appalti che si sono verificati all’interno del loro stabilimento, ma anche alle altre numerose lotte e vertenze che si sono succedute negli anni nel distretto modenese, questa impresa continua sfacciatamente ed impunemente a porre condizioni contrattuali alle imprese appaltatrici che sono spudoratamente illegali.

Condizioni che, da anni, vengono contestate e denunciate dalla Flai Cgil, così come dalla Guardia di Finanza: è sufficente una semplice ricerca su google per appurarlo, ma un pò di materiale lo abbiamo raccolto anche in questa pagina. Condizioni contrattuali che, di fatto, trasformano quel tipo di appalti in appalto illecito, quindi in intermediazione illegale di manodopera!

Ma, per il potere politico ed istituzionale, è più semplice lanciare strali contro i caporali “brutti” e “cattivi”, che gestiscono false cooperative o Srl farlocche, piuttosto che puntare il dito contro le imprese committenti che hanno gestito, gestiscono e continuano a gestire appalti illeciti. Imprese committenti, con marchi certificati, con certificazioni di tutti i tipi, pure etiche, con altisonanti dichiarazioni che attestano principii di responsabilità sociale ma che impongono, nei contratti d’appalto, condizioni economiche vessatorie e impossibili da sostenere.

Condizioni che non possono permettere l’applicazione di un regolare contratto di lavoro per i dipendenti dell’impresa appaltatrice. Condizioni che, come accade nella stragrande maggioranza dei casi, creano imponenti evasioni fiscali e contributive, in particolare di IVA, IRAP e contributi previdenziali non versati. Ccondizioni che creano concorrenza sleale fra imprese committenti e fra le imprese appaltatrici.

Come stiamo assitendo da anni è più semplice lanciare strali contro le false cooperative o le Srl farlocche, perchè rappresentano l’ultima “ruota del carro”! Una ruota che resiste per qualche annetto, poi fallisce o va in liquidazione; immediatamente viene sostitutuita da un’altra “ultima ruota”, con altri prestanomi, che continuano a far girare la ruota dell’economia. Una ruota che gira grazie ad un drastico abbassamento del costo del lavoro, anche del 40%, con sotterfugi illegali e alla luce del sole. Sotterfugi ideati ed organizzati da folte schiere di professionisti e “colletti bianchi” che, se scoperti, verranno pagati dai caporali “brutti” e “cattivi” delle false cooperative o delle Srl farlocche. Il committente, nel frattempo, continuerà indisturbato a produrre prodotti o semilavorati a prezzi sempre più concorrenziali.

Come ho già scritto qualche mese fa le false cooperative o le Srl farlocche, non sono uno scherzo della natura o frutto del destino cinico e brao!

Se si avesse un pò di coraggio, anche politico ed istituzionale, per stroncare il fenomeno del “nuovo caporalato”, o del “caporalato industriale” che genera sfruttamento dei lavoratori, evasioni fiscali e contributive, concorrenza sleale e possibili infiltrazioni malavitose si dovrebbe puntare il dito contro innominabili poteri imprenditoriali (le committenze) che, guarda la “coincidenza”, sono anche importanti “mecenati” e contribuenti di feste, iniziative culturali, istituzionali o di feste di partito! Importanti imprenditori (committenti) che hanno le amicizie che contano, di ogni colore politico ed in ogni istituzione, locale, regionale, ministeriale e parlamentare!

Mentre attendiamo che qualcuno “tiri le orecchie” a questi committenti, non ci rimane altro che sperare che qualche altro appaltatore “onesto” alzi la testa insieme a noi per chiedere che s’interrompa questo sistema. Un sitema che è arrivato al capolinea e sta compromettendo la leale concorrenza fra le imprese, la convivenza civile nei luoghi di lavoro e che sta introducendo nuove forme di schiavitù.

All’applatatore che ha alzato la testa rivolgo un sentito ringraziamento, ma anche un consiglio: bisognerebbe incominciare a segnalare i reati alle apposite Istituzioni di questa Repubblica.

Umberto Franciosi

Segretario regionale Flai Cgil Emilia Romagna

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