Flai Cgil Emilia Romagna

False cooperative, appalti illeciti, caporalato e somministrazione illegale di manodopera nel settore della macellazione, lavorazione e trasformazione delle carni

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IL CASO CASTELFRIGO

 

La vertenza Castelfrigo è, sicuramente, una delle vertenze più dure, violente e rappresentative della degenerazione in atto nel distretto alimentare della provioncia di Modena. Una vertenza che continua a rimettere all'ordine del giorno il futuro del distretto alimentare modenese, ma di tutta la filiera delle carni modenese e italiana.

Dura perchè, quanto denunciato da anni, dalla Flai Cgil di Modena e dell'Emilia Romagna, continua a non essere considerato come si dovrebbe dalle istituzioni locali, nonostante le chiare e palesi irregolarità presenti in questo distretto e in questa azienda, confermate anche dal Ministero del Lavoro [1] [2].  Continua l'impotenza istituzionale nel cambiare quelle Leggi che, di fatto, hanno aperto la strada a questo sistema di "somministrazione irregolare di manodopera", anzi, ne depotenziano anche quel residuo di deterrenza che ne era rimasto dopo l'introduzione della Legge Biagi e del Dlgs 276/03. Dura anche per la mancanza di volontà di chi rappresenta queste imprese, di isolare quegli imprenditori che "drogano" il mercato del lavoro ed esercitano concorrenza sleale alle imprese che vogliono comportarsi correttamente, rispettando le leggi e i contratti di lavoro.

Vertenza "violenta" per le tensioni che si sono registrate nei giorni dello sciopero di febbraio 2016 e dei picchetti davanti ai cancelli d'ingresso dell'azienda, per i momenti di tensione con la polizia, per i momenti di tensione con i lavoratori che volevano entrare. Violenta perchè l'azienda non sta investendo sul rispetto dei contenuti dell'accordo sottoscritto in Prefettura, anzi, sembra investire tutte le sue energie contro la Cgil, i suoi delegati sindacali e i suoi iscritti.

Rappresentativa perchè in questa vertenza c'erano tutte le situazione che la Flai Cgil sta denunciando da anni: discutibili appalti a false cooperative, elusioni ed evasioni contributive e fiscali, sfruttamento dei lavoratori e fenomeni di moderno caporalato. Vertenza rappresentativa perchè il vero tema non è solo il rispetto delle norme di un contratto di lavoro, ma quello del rispetto della legalità.

Per legalità intendo l'applicazioni delle leggi di questa Repubblica, ad esempio: il pagamento delle tasse da parte di tutti, imprenditori e lavoratori, il rispetto delle normative sugli appalti.

Registro, però, una preoccupante indifferenza da parte delle istituzioni locali e nazionali, nonostante i tanti indignati appelli, interrogazioni, premesse di documenti o protocolli per intervenire sul distretto, con lo scoppio della vertenza Castelfrigo. Una indifferenza che sta diventando un "assordante" silenzio. Un silenzio che viene giustificato con questa considerazione: "così succede in tutta Italia e i Europa, non possiamo essere i primi a Modena". A questo proposito è utile ricordare uno degli ultimi atti compiuti dal Consiglio della Provinvia di Modena che aveva ben inquadrato il problema del territorio. Quel Consiglio votò un documento a larghissima maggioranza che aveva ben inquadrato il problema delle illegalità diffuse nel distretto alimentare di Modena.

Oggi, nonostante le tante roboanti dichiarazioni, devo registrare una non altrettanta determinazione, da parte di chi detiene il potere politico locale. Si continua a non comprendere che, su questa strada, come già scritto da oltre dieci anni su questo sito, si va a sbattere contro un muro.

Luglio 2016 e ottobre 2017 (riconfermato)

Umberto Franciosi

Flai Cgil Emilia Romagna



16 novembre, proteste dei lavoratori in appalto a Castelfrigo presso l'ingresso di Fico Eataly World

VERTENZA CASTELFRIGO: GIOVEDI’ 16 NOVEMBRE I LAVORATORI DEGLI APPALTI SARANNO A BOLOGNA DAVANTI A FICO EATALY WORLD PER DIRE “NO DIRITTI = NO QUALITA'”

Castelfrigo e coop, Baruffi “Oltre un milione di contributi evasi” Nota del deputato modenese Davide Baruffi, componente della Commissione Lavoro

 

VERTENZA CASTELFRIGO: I LAVORATORI GHANESI, ALBANESI E CINESI SCRIVONO ALLE LORO AMBASCIATE

E’ stata inviata questa mattina, alle rispettive ambasciate, una lettera di richiesta d’aiuto dei lavoratori ghanesi, albanesi e cinesi occupati nelle false cooperative in appalto presso la Castelfrigo di Castelnuovo Rangone (MO).

La lettera (qui allegata nelle varie traduzioni e redatta lo scorso 7 novembre), denuncia ai rappresentanti dei propri paesi la situazione insostenibile che stanno affrontando questi lavoratori: la pesantezza delle condizioni lavorative e le vendette subite per aver denunciato le false cooperative e per aver rivendicato condizioni migliori. La lettera termina con una richiesta di interessamento e di aiuto agli ambasciatori, offrendo anche la disponibilità a un incontro [Leggi]


Il sistema degli appalti nel distretto alimentare modenese e in Castelfrigo

Breve descrizione di come funzione il "sistema" degli appalti di manodopera, con alcuni riferimenti al caso Castelfrigo di Castelnuovo Rangone (MO), compresi gli effetti che produce, questa tipologia di appalto, sulla concorrenza fra le imprese e le evasioni fiscali e retributive che vengono generate [guarda]

 


Caso Castelfrigo: i lavoratori fanno visita al Consorzio “fantasma” e al “cooperatificio”di via Tombarello

 servizi TG [TRC] [TG3 Emilia Romagna]

[cooperatificio di via Tombarello] [il Consorzio fantasma di Via Cappuccini]


VERTENZA CASTELFRIGO: STAMATTINA PRESIDIO DEI LAVORATORI DEGLI APPALTI DAVANTI A CONFINDUSTRIA MODENA


I lavoratori delle cooperative Castelfrigo manifestano davanti al Consiglio Regionale dell'Emilia-Romagna

 


Castelfrigo e gli appalti: ecco come funziona
 

Castelfrigo, dei fratelli Ciriesi, assegnava in appalto parte della lavorazione carni al Consorzio Job Service con Presidente Tramontano Antonio, in realtà messo in piedi dai Melone (fratello e sorella); il Consorzio affidava la lavorazione alle Cooperative Ilia d.a. e Work Service con Presidenti Avdiu Denis e Hyra Rustem, che si avvalevano di Ilia Miltjan (detto il “codino”) per la gestione dei lavoratori che operano in appalto.
Il costo medio orario di lavoro in Castelfrigo è di 27 euro all'ora, nelle cooperative varia dai 13,5 ai 15,5 euro all'ora attraverso: il mancato rispetto del contratto nazionale di lavoro, che dopo la vertenza del 2016 viene applicato solo a settembre 2017; le giornate di lavoro di 12/14 ore, con parte della retribuzione composta da rimborsi e trasferte per eludere l'imponibile Inps e Irpef, anche con il doppio bonifico (busta paga – ore lavorate in nero).
Come è avvenuto in passato, al momento dell'applicazione del contratto nazionale, o quando sono in corso accertamenti degli organismi deputati, le cooperative cessano l'attività per poi riaprire con altri prestanome.
Tutto ciò sta ancora per accadere con la comunicazione della cessazione dell'attività delle due cooperative sopramenzionate e il conseguente licenziamento dei 128 lavoratori: magari promettendone la riassunzione di una parte con la costituzione di una nuova cooperativa creata ad hoc.
A tutto ciò si aggiunge “l'operazione IVA”: il committente scarica il 22% d'Iva attraverso il pagamento di fatture per gli appalti di opere e servizi al Consorzio, il Consorzio scarica sulle cooperative la stessa IVA, la cooperativa che dovrebbe versare l'IVA allo Stato dopo uno o due anni chiude senza versarla.
Oltre a questo non vengono versati i contributi previdenziali, l'Irap e l'Irpef.
Questo è un sistema devastante, che rende i lavoratori schiavi, che mette gli uni contro gli altri, che mette in crisi chi opera legalmente sul mercato, che rischia anche di pregiudicare la qualità delle produzioni: è un sistema che va debellato.
Lo stiamo denunciando da anni, inascoltati e spesso derisi: è giunto il momento che ognuno faccia la propria parte e faccia saltare il muro di omertà e connivenze.
 
                                                                                                  Antonio Mattioli
                                                                                     Responsabile politiche contrattuali
                                                                                           Segreteria Cgil Emilia Romagna

 


Lettera aperta alle grandi imprese della salumeria italiana e alla grande distribuzione organizzata

Nella macellazione e lavorazione delle carni dilagano sfruttamento, illegalità di ogni tipo, come accade nel caso Castelfrigo. E’ l’ora della vera e coerente “Responsabilità Sociale” e delle “Certificazioni Etiche”

Chiedo, ancora una volta, l’intervento delle grandi imprese della salumeria italiana e della GDO che, con le loro certificazioni, dovrebbero garantire qualità delle produzioni, responsabilità sociale e rispetto dei principi etici. Valori e principi che un numero sempre più crescente di consumatori ricerca.

Il caso Castelfrigo è solo la punta di un iceberg, la situazione nel settore della macellazione e nella lavorazione e trasformazione delle carni, in tutta la nostra Regione, ma anche nel resto del Paese, continua a peggiorare, tanto da poter esplodere, con forti tensioni sociali, da un momento all’altro.

Molte imprese di fornitura di materia prima, per la produzione di insaccati e salumi che fanno grande il nostro Paese in tutto il mondo, sono ingrovigliate in un sistema spietato di concorrenza sleale, basato sullo sfruttamento dei lavoratori e su forme di elusione ed evasione fiscale, perpetrate tramite appalti discutibili affidati spesso a false cooperative e falsi consorzi.

Quelle imprese, se sono fornitori di salumifici certificati eticamente, come la SA8000,  necessaria per la produzione delle private label della GDO, ma anche le altre certificazioni che dichiarano “Responsabilità Sociale”, devono applicarne comunque i principi. La Castelfrigo di Modena è una di queste aziende.

Il mio appello alle grandi imprese della salumeria italiana e alla GDO è quello di non limitarsi alle dichiarazioni, spesso scritte “sulla carta”, in cui alcuni fornitori affermano di applicare i principi etici e della responsabilità d’impresa. E’ opportuno andare oltre, con verifiche più accurate e sul “campo” e sulla catena di sub fornitura, ma anche con la pubblicazione dell’elenco dei fornitori del prodotto che viene venduto o commercializzato.

Nella completa inerzia delle Istituzioni che governano il nostro Paese e delle associazioni d’impresa, che non isolano le imprese che non rispettano le regole e che mettono in pericolo questa filiera strategica, è bene salvaguardare le nostre produzioni di qualità. La qualità dei prodotti la si ottiene quando c’è qualità del lavoro, compreso il rispetto della legge, dei contratti, della dignità di chi lavora. Chi dichiara correttezza etica e responsabilità sociale nelle sue etichette è bene che la verifichi seriamente.

Umberto Franciosi

Segretario Generale Flai Cgil Emilia Romagna

Bologna, 2 novembre 2017

SETTORE CARNI. FLAI CGIL, VERTENZA CASTELFRIGO, ANCORA CALPESTATI DIRITTI E DIGNITA’ DEI LAVORATORI
Lavoratori in sciopero da 11 giorni contro i 75 licenziamenti

“A Castelfrigo si seguitano a calpestare i diritti dei lavoratori e a dare spazio a chi agisce nell’illegalità alimentando forme di sfruttamento e caporalato, in un settore, quello delle carni, che fa buone performance e ha risentito meno di altri della crisi. Ieri si è tenuta una straordinaria manifestazione in difesa dei 75 lavoratori che stanno per essere licenziati dalle cooperative che lavorano in appalto per Castelfrigo. La vicenda Castelfrigo viene da lontano e ha evidenziato quanto avviene nel settore delle carni, dove in un sistema di appalti e subappalti la fanno da padrone le false cooperative e le cooperative spurie. Purtroppo Castelfrigo non è un caso isolato ma la punta di un iceberg di quello che avviene nella filiera della trasformazione delle carni. Una filiera nella quale torniamo con forza a chiedere rispetto dei contratti, in termini di salario ed orari e rispetto della dignità di chi lavora”. Lo dichiara Ivana Galli, Segretaria Generale Flai Cgil nazionale, intervenendo sulla vertenza che lo scorso anno sembrava essersi chiusa con una intesa presso la Prefettura di Modena per la corretta applicazione del contratto nazionale dell’industria alimentare.
Per Umberto Franciosi, Segretario Generale Flai Cgil Emilia Romagna, “il silenzio e l’indifferenza delle Istituzioni, in particolare di chi governa politicamente questi territori, sta diventando assordante, così come quello di Confindustria. Non si può essere solo preoccupati della competitività del sistema, rendendo la legalità una variabile dipendente. In quel sito produttivo non alberga la legalità, basta alzare la cornetta e comporre i numeri della DTL o la GDF di Modena, o venire ad ascoltare questi lavoratori. La legalità è alla base della convivenza civile e democratica del nostro Paese e delle nostre eccellenze alimentari che, in questo contesto, potrebbero essere seriamente compromesse. Questi lavoratori stranieri, dopo undici giorni di sciopero ad oltranza, vogliono credere in un Paese civile, lo faranno anche portando la loro voce davanti al Parlamento nei prossimi giorni”.

Roma, 31 ottobre 2017


VERTENZA CASTELFRIGO, NUOVA MOBILITAZIONE ANCHE STAMATTINA DAVANTI ALLA SEDE DELL’ISPETTORATO LAVORO

Continua la mobilitazione dei lavoratori degli appalti della Castelfrigo di Castelnuovo Rangone. Dopo il partecipato corteo di ieri per le vie del centro storico di Castelnuovo e l’incontro con il sindaco Paradisi, si è svolto stamattina un presidio dei lavoratori promosso dai sindacati Flai/Cgil e Filt/Cgil davanti all’Ispettorato del Lavoro di Modena, che ha visto anche la partecipazione di una delegazione di lavoratori in sciopero per il rinnovo del Contratto Nazionale del settore Logistica e Trasporti (in foto).

I lavoratori degli appalti Castelfrigo sono in sciopero permanente da 2 settimane con presidio mattutino davanti all’azienda, dopo il mancato accordo sulla gestione dei 75 esuberi dichiarati dalle cooperative (WorkService e Ilia D.A.) che si sono rifiutate di accogliere qualsiasi altra proposta alternativa ai licenziamenti avanzata dal sindacato.

La direttrice dell’Ispettorato del Lavoro, dottoressa Giordano, ha accolto una delegazione di lavoratori e sindacalisti che hanno esposto le ragioni della vertenza. E’ stato sottolineato che si vuole proseguire nella lotta nel pieno rispetto della legalità e quindi i lavoratori hanno chiesto all’Ispettorato di dare corso a tutte le denunce e segnalazioni fatte da Flai e Filt Cgil nei mesi precedenti sulle irregolarità presenti negli appalti e nella produzione diretta di Castelfrigo.

L’Ispettorato del Lavoro ha garantito che tutte le richieste di intervento saranno prese in considerazione secondo quanto previsto dalle normative.

Inoltre, le sanzioni già emesse dall’Ispettorato nei mesi scorsi contro le violazioni accertate di Castelfrigo e delle società appaltatrici, non saranno archiviate nonostante i ricorsi presentati.

“Insisteremo presso le istituzioni e gli enti ispettivi – affermano Marco Bottura (Flai/Cgil) e Adriano Montorsi (Filt/Cgil) – affinché sia fatta massima chiarezza sul sistema delle false cooperative presenti nel sito della Castelfrigo. La situazione dei 75 lavoratori minacciati di licenziamento deve trovare una soluzione al più presto, sostenibile in quadro di legalità e di rispetto dei diritti contrattuali”.

Modena, 31 ottobre 2017


“Negli appalti della Castelfrigo si fa concorrenza sleale sulla pelle dei lavoratori nel completo silenzio degli operatori e della rappresentanza politica del distretto carni di Modena”

 Se passa il principio che per operare nella legalità si deve licenziare, vincono le cooperative spurie, i caporali, l'illegalità e spariscono dal mercato le imprese sane, quelle che applicano i contratti e le leggi.

Quanto sta accadendo nella Castelfrigo è ignorato dalla committenza e dalla rappresentanza politica.

L'anno scorso è stata raggiunta un'intesa in Prefettura a Modena che chiudeva una vertenza causata dalla mancata applicazione contrattuale, dall'elusione contributiva e da un sistema vigente negli appalti delle carni dove le cooperative spurie fanno il bello e cattivo tempo.

A più di un anno di distanza viene applicato il contratto nazionale, ma contestualmente viene aperta una procedura per licenziare 75 lavoratori.

Per queste ragioni siamo costretti a scioperare, per difendere un diritto inalienabile: quello del rispetto delle leggi e dei contratti e della dignità di chi lavora.

Il principio che non può esserci un mercato senza regole, dove l'infiltrazione della criminalità organizzata è all'ordine del giorno, dove l'illegalità diventa il regolatore della concorrenza..

Il silenzio “assordante” che accompagna questa vertenza puzza di omertà, di connivenza: inaccettabile per una società che si definisce civile.

Abbiamo deciso di andare fino in fondo: sui tavoli provinciali, regionali e del governo.

Produrremo, lo stiamo già facendo, segnalazioni, denunce, che stanno dimostrando e dimostreranno la veridicità di quanto affermiamo: lo faremo in tutte le sedi, anche a fronte di querele e denunce, come è avvenuto anche in passato.

Ci sono 75 famiglie in ginocchio solo perché hanno alzato la testa e hanno deciso di dire basta!

Siamo con loro nel presidio attivo da nove giorni, nella manifestazione del 30 ottobre a Catelnuovo Rangone.

Vorremmo vedere insieme a noi le istituzioni e la rappresentanza politica: vorremmo che gli operatori del settore iniziassero a fare pulizia e utilizzare appalti in regola con la legislazione e la contrattazione vigente.

Stiamo chiedendo solo legalità, rispetto della dignità di chi lavora e della sicurezza di chi consuma.

Noi ci siamo, voi dove siete?

Bologna 27 ottobre 2017

         Antonio Mattioli

                   Responsabile politiche contrattuali

                 Segreteria Cgil Emilia Romagna

 


Le autorità devono intervenire immediatamente, le irregolarità sempre più diffuse mettono a rischio l’intero distretto delle carni”. Così i lavoratori delle cooperative in somministrazione alla Castelfrigo, giunti all’undicesimo giorno di sciopero, protestano davanti all’ispettorato del lavoro: irregolarità contrattuali e contributive, evasione fiscale, caporalato e lavoro nero sono le pratiche diffuse, dicono, nelle cooperative spurie che forniscono manodopera alle aziende. La quasi totalità di questi lavoratori è straniero, la Cgil denuncia l’assenza e il silenzio delle istituzioni. Oltre al danno da sfruttamento e lavoro sottopagato, continua il sindacato, i lavoratori rischiano anche la beffa di essere gli unici a pagare, in particolare dopo la legge del 2016 che ha depenalizzato gli appalti illeciti


 

 
 
 
28 settembre 2017 Castelfrigo (MO): i lavoratori escono in pausa pranzo e non possono rientrare perchè vengono disattivati i badge
 


Solidarietà ai delegati sospesi dalle cooperative in appalto della Castelfrigo

10 agosto 2016 Castelfrigo: una storia infinita di soprusi e pressioni sui lavoratori. Ieri l'incontro della Cgil con il Sindaco di Castelnuovo Rangone


"Lasci il tuo posto e vai in bagno? Per punizione resti a casa"

Dal Resto del Carlino di Modena del 29 luglio 2016. Articolo che fa il resoconto del Convegno e riporta il drammatico resoconto di un delegato della Cgil che lavora in una delle tante false cooperative del distretto alimentare modenese [leggi]


5 agosto 2016. Gazzetta di Modena. "Lavoratori, minacce di morte a chi non obbedisce: basta"

5 agosto 2016. Prima Pagina Modena. Castelfrigo, interrogazione di Baruffi (PD) alla Camera. "lavorazione carne e sindacati, il caso approda in Parlamento"


Castelfrigo: si licenziano i delegati Cgil e si favoriscono le elezioni di nuovi delegati con organizzazioni sindacali compiacenti [leggi]

VERTENZA CASTELFRIGO

LA VENDETTA DEI PADRONI

IL LICENZIAMENTO DI DUE DELEGATI SINDACALI DELLA CGIL

PRESSO GLI APPALTI DELLA CASTELFRIGO DI MODENA

RIPORTA IL CONFRONTO SINDACALE AGLI ANNI '60 [leggi]

i due lavoratori RSA licenziati



5 GENNAIO 2016 LA RIVOLTA DEI FACCHINI  ALLA CASTELFRIGO DI CASTELNUOVO R. (MO)



Vertenza Castelfrigo: raggiunto l'accordo per l'applicazione del contratto nazionale e della clausola sociale su appalti e legalità


19 febbraio 2016 Interpellanza urgente dell'On. Davide Baruffi (PD) sul caso Castelfrigo  
15 febbraio 2016 Interpellanza On. Paglia (Sinistra Italiana) sul caso Castelfrigo


Il "padrone delle ferriere": La reazione del proprietario della Castelfrigo, Ivano Ciriesi, che inveisce, urlando "siete delle merde" a più riprese e tira sberle e chi lo riprende.
Castelfrigo, 28 gennaio 2016, la contromanifestazione organizzata dall'azienda con degli operai dipendenti della Castelfrigo e delle cooperative. Da evidenziare che, una parte di questi lavoratori, durante i precedenti giorni di sciopero, erano tranquillamente davanti ai cancelli del'azienda a manifestare e, direttamente al sottoscritto, non hanno mai fatto notare momenti di dissenso, anzi esattamente il contrario. La storia del movimento operaio, con le sue luci e le sue ombre, si ripete anche in questa complicata vertenza. Umberto Franciosi  

MODENA, LAVORATORI SCHIAVI E FALSE COOPERATIVE NEL DISTRETTO DELLE CARNI

Servizio di Ballarò del 9 febbraio 2016

 


5 luglio 2016 Castelfrigo di Castelnuovo Rangone, proclamato lo stato di agitazione

24 giugno 2016 Alla Castelfrigo di Castelnuovo Rangone continua un clima intimidatorio nei confronti dei lavoratori che operano negli appalti

8 giugno 2016 CASTELFRIGO DI CASTELNUOVO RANGONE, L'AZIENDA SI PREPARA AD ESPELLERE I LAVORATORI SGRADITI

5 maggio 2015 CASTELFRIGO CASTELNUOVO RANGONE, SI RIAPRA IL CONFRONTO IN SEDE PREFETTIZIA

3 maggio 2015 CASTELFRIGO CASTELNUOVO RANGONE, OGGI SCIOPERO CONTRO GLI ATTEGGIAMENTI DISCRIMINATORI DELL’AZIENDA

17 febbraio 2016 Vertenza Castelfrigo: raggiunto l'accordo per l'applicazione del contratto nazionale e della clausola sociale su appalti e legalità

12 febbraio 2016 CASTELFRIGO CASTELNUOVO RANGONE, CONTINUA LO SCIOPERO, NUMEROSE LE ATTESTAZIONI DI SOLDIARIETÀ DI DELEGATI E LAVORATORI DI ALTRE AZIENDE [petizione sottoscritta]

12 febbraio 2016 Caso Castelfrigo. Giulia Grandi e Marco Bottura, rispondono a Matteo Richetti dopo l'infelice post sulla sua pagina facebook [il post dell'On. Matteo Richetti]

12 febbraio 2016 Caso Castelfrigo. Comunicato di solidarietà della FLAI di Parma: "La Vertenza Castelfrigo (MO) è la punta di un iceberg"

12 febbraio 2016 Comunicato delle RSU Grandi Salumifici Italiani in solidarietà ai lavoratori in lotta della Castelfrigo

11 febbraio 2016 Ordine del Giorno della CGIL Emilia Romagna

10 febbraio 2016 CASTELFRIGO DI CASTELNUOVO RANGONE, ROTTE LE TRATTATIVE, RIPARTE LA MOBILITAZIONE

10 febbraio 2016 False cooperative e le condizioni di sfruttamento dei lavoratori utilizzati negli impianti di macellazione: Ballarò ha reso verità e giustizia alla battaglia che la Cgil sta portando avanti da sola da anni.

10 febbraio 2016 Settore della lavorazione delle carni, bene la convocazione del tavolo provinciale: non più rinviabile un forte inte

1 febbraio 2016 CASTELFRIGO DI CASTELNUOVO RANGONE, NON SI TROVA L'ACCORDO IN PREFETTURA

27 gennaio 2016 La rivolta degli schiavi delle false cooperative nella lavorazione delle carni è un problema che riguarda tutti, anche Federalimentare.

27 gennaio 2016 CASTELFRIGO CASTELNUOVO RANGONE, DOPO LA CONVOCAZIONE IN PREFETTURA PRIMI PASSI AVANTI NELLA VERTENZA. SOSPESI SCIOPERO E PRESIDIO

26 gennaio 2016 Castelfrigo, Castelnuovo Rangone. Comunicato sindacale della FLAI CGIL di Modena con dichiarazione di sciopero

26 gennaio 2016 Modena, sciopero e presidio permanente alla Castelfrigo

25 gennaio 2016 Castelfrigo, Castelnuovo Rangone. Alta adesione allo sciopero di oggi. Si prosegue ad oltranza per una positiva soluzione della vertenza

23 gennaio 2016 Castelfrigo, Castelnuovo Rangone. Sciopero, lunedi 25 gennaio 2016, dei lavoratori degli appalti per il rispetto del contratto