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False cooperative, appalti illeciti, caporalato e somministrazione illegale di manodopera nel settore della macellazione, lavorazione e trasformazione delle carni

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SIRI QUELLA DONAZIONE DA CREMONINI

Leggo questa mattina su L’Espresso che Luigi Cremonini, il cavaliere presidente del “Gruppo Cremonini”, la multinazionale agroalimentare modenese che fattura oltre 4 miliardi di euro all’anno, si sarebbe visto “riservatamente” con Salvini e che il "protetto" di Salvini, Armando Siri, già bancarottiere e indagato per corruzione, avrebbe ricevuto da Luigi Cremonini 15.000 euro come "donazione personale".

"Tutto normale e tutto legittimo", direbbero in molti da queste parti, nella nostra "Emilia rossa" sempre più verde. Tuttavia quello che voglio sottolineare è il dato "politico", cioè quali sono gli interessi che legano ora questi due soggetti (il Gruppo Cremonini e la Lega).

Sicuramente l’interesse del Gruppo Cremonini, che a sua volta controlla il Gruppo Inalca, è quello di non avere sussulti nella favolosa quota di partecipazione di origine pubblica nel Gruppo Inalca stesso (una quota di 165 milioni di euro, il 30% del capitale, iniettati dal Fondo IQ Made in Italy, riconducibile alla Cassa Depositi e Prestiti).

Ma non solo: c’è un altro interesse del Gruppo Cremonini, cioè quello di non avere sussulti negli appalti di manodopera che ormai caratterizzano la struttura produttiva dei macelli di Inalca; appalti che si realizzano attraverso la formula dell’”auto-appalto”: si costituisce una società, in questo caso la Gescar, detenuta al 100% da Inalca, che prende in appalto le attività produttive e logistiche di Inalca stessa. I nuovi lavoratori vengono pertanto assunti non da Inalca, ma da una “srl-scatola” formalmente staccata dal Gruppo Inalca, in modo da non avere le responsabilità e i costi dell’assunzione diretta.

Questo è in sintesi il vero Made in Italy promosso dal Gruppo Cremonini presso il mondo politico:
da una parte enormi risorse pubbliche per le aziende:
- dalla Cassa Depositi e Prestiti;
- dagli sgravi contributivi INPS arrivati a pioggia dal 2015 al 2017;
- dalle indennità di mobilità e NASPI, per coprire i costi della riorganizzazione interna costituita da licenziamenti dei dipendenti diretti e assunzioni negli appalti di manodopera;
- da contributi europei PAC per le società collegate;
dall’altra parte i lavoratori sottomessi negli appalti.

E ai lavoratori precari che cosa si dice? Ci pensa la Lega: tutta colpa degli extra-comunitari e, in caso di blocco della circolazione di qualche manifestante, c'è il Decreto Sicurezza che ha ripristinato il carcere.

L'articolo sull'Espresso

Marco Bottura 
Segretario Generale Flai CGIL Modena