Flai Cgil Emilia Romagna

False cooperative, appalti illeciti, caporalato e somministrazione illegale di manodopera nel settore della macellazione, lavorazione e trasformazione delle carni

Home
Le inchieste
il Paese del maiale
Rassegna stampa
 
Rapporto Agromafie
La depenalizzazione
Iniziative FLAI CGIL

 

Il caso Citterio
Il caso Castelfrigo
Il caso Alcar Uno
Il caso INALCA
Il caso SUINCOM
L'OMICIDIO
Il caso LIBERA
Il caso ITALPIZZA
Il caso Mec Carni
Il caso Work Group
Il caso Italcarni
Il caso Esselunga
Il CRAC PowerLog
Il caso PowerLog
Prosciutti e salumi
Coop e caporalato
Somministrati
Norme calpestate
Reggio Emilia
Foto
Info
 

Skype Me™!

 

“G. BELLENTANI 1821” (GRUPPO CITTERIO) DI VIGNOLA RAGGIUNTO L’ACCORDO SINDACALE DOPO DUE GIORNI DI SCIOPERO: APERTE LE PORTE ALLA CONTRATTAZIONE DI SITO

E’ stato firmato ieri sera l’Accordo Sindacale di Sito per i lavoratori dipendenti della “G. Bellentani 1821” e per i lavoratori nell’appalto interno delle società Alma spa e Dictum srl.

L’Accordo chiude positivamente una vertenza sindacale che ha visto per la prima volta tutti i lavoratori dello storico salumificio di Vignola mobilitarsi per due giorni di sciopero consecutivo (il 10 e l’11 luglio)... [leggi]

 


G. BELLENTANI 1821” DEL GRUPPO CITTERIO:200 LAVORATORI IN SCIOPERO PER RINNOVO CONTRATTO AZIENDALE E DIFFERENZE SALARIALI ARRETRATE PER I LAVORATORI IN APPALTO

Scioperano oggi i circa 200 lavoratori del sito "G. Bellentani 1821", storica azienda di Vignola del Gruppo Citterio.

I lavoratori dipendenti sostengono la vertenza per il rinnovo del contratto aziendale. I lavoratori in appalto, divisi tra due società (Dictum srl e Alma spa) protestano per il mancato riconoscimento di differenze salariali arretrate e per rivendicare lo stesso trattamento economico e normativo dei dipendenti diretti.

La situazione più problematica riguarda l'appalto di Alma spa (una "Agenzia per il Lavoro" con contratto di appalto) che ha comunicato un esubero di circa 20 persone.

"Il sistema degli appalti nel settore agroalimentare modenese continua a generare inquità e tensioni tra i lavoratori - dichiarano Antonio Puzzello della Flai/Cgil e Adriano Montorsi della Filt/CGIL. - È necessario che le aziende siano disponibili ad  aprire contrattazioni di sito per garantire gli stessi diritti per i lavoratori".

Filt/Cgil – Flai/Cgil Modena


Mentre in Provincia di Modena si cerca una quadra su un generico protocollo sul tema degli appalti, le lavoratrici e i lavoratori del salumificio Bellentani, del gruppo Citterio, scioperano per il contratto aziendale e per una regolare retribuzione dei lavoratori in appalto e per salvaguardare i posti di lavoro [guarda]

I LAVORATORI IN APPALTO PRESSO LA BELLENTANI (GRUPPO CITTERIO) DI VIGNOLA SCENDONO IN SCIOPERO
 

E' iniziato il 1 giugno 2017, con uno sciopero per l'intera giornata, proclamato dalla Filt Cgil e Fit Cisl, la mobilitazione di una sessantina di lavoratori in appalto presso lo storico salumificio "Bellentani" di Vignola. Salumificio in cui si producono molti degli affettati del gruppo Citterio, oltre che al famoso prosciutto cotto oggetto di vari spot televisivi.

I lavoratori coinvolti, dopo varie vicende, sono ora dipendenti di Alma, una agenzia per il lavoro che ha acquisito l'appalto delle attività di confezionamento presso il salumificio.

Alma ha dichiarato nei giorni scorsi alle Organizzazioni Sindacali un esubero di circa 20 persone. Ciò é avvenuto durante un confronto per affrontare diversi temi di criticità sulla gestione di questo appalto tra i quali l'istituzione non condivisa della banca ore, la corretta applicazione contrattuale e lo stato occupazionale.

Alma ha anche rifiutato l'attivazione degli ammortizzatori sociali che, in questo caso, sarebbero necessari a guadagnare tempo, trattandosi di una realtà dove è difficile, allo stato attuale, determinare l'esubero, perché la disposizione delle attività appaltate portano ad una sempre maggiore instabilità delle quantità delle prestazioni richieste, intrecciandosi con l'attività dei lavoratori dipendenti della "Bellentani", non permettendo perciò di stabilire la reale situazione dell'appalto.

Si tratta pertanto ancora una volta di una classica vicenda del distretto agroalimentare modenese delle carni: dove la ricerca del risparmio sul costo lavoro attraverso una serie di "dubbi" appalti che si susseguono nel tempo, inizia a mettere in discussione la tutela del posto di lavoro stesso.

L'assenza di concrete risposte, a richieste avanzate da anni a tutti i livelli istituzionali di una regolarizzazione e una regolamentazione del settore che parta dalle tutele verso i soggetti più deboli di questa filiera produttiva, cioè i lavoratori, porterà inevitabilmente a situazioni di conflitto sempre maggiore, come quelle che stiamo vivendo ormai dal alcuni anni.
 

Modena, 2 giugno 2017