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False cooperative, appalti illeciti, caporalato e somministrazione illegale di manodopera nel settore della macellazione, lavorazione e trasformazione delle carni

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Al caporalato degli appalti e ai “furbetti delle false cooperative” il Ministero del Lavoro continua a fare regali. C’è qualche lobby che sta lavorando dietro le quinte?

 

Bologna, 11 agosto 2016

Sono in vigore dal 6 febbraio 2016, le norme di depenalizzazione introdotte dal decreto legislativo n. 8 del 15 gennaio 2016. La norma, fra i tanti interventi, trasforma in illeciti amministrativi i reati della somministrazione di lavoro abusiva, utilizzazione illecita, appalto e distacco illeciti. La tutela penale lascia il posto alle sanzioni amministrative per effetto della nuova depenalizzazione.

Nella somministrazione abusiva di manodopera e negli appalti illeciti opererà la sanzione amministrativa pari a 50 euro per ogni lavoratore occupato e per ciascuna giornata di occupazione.

La somministrazione illecita di manodopera avviene, spesso, tramite discutibili appalti, che coinvolgono migliaia di lavoratori del nostro territorio regionale, in particolare nelle imprese della lavorazione delle carni e dei salumi, spesso agli onori delle cronache di questi mesi, come nei recenti casi Castelfrigo e Fimar di Modena. Tutte circostanze che la FLAI CGIL, da molti anni, ha denunciato pubblicamente e alle competenti istituzioni.

La depenalizzazione riguarderà anche le situazioni irregolari accertate prima dell’entrata in vigore del Dlgs n.8/2016. Ma non è tutto, il Ministero del Lavoro, con la recentissima nota 15764 del 9 agosto 2016, ci tiene a far conoscere, con tanto di esempio, come applicare la norma per i casi di somministrazione illegale accertati prima dell’entrata in vigore del Decreto “depenalizzatore”. [leggere anche la Circolare precedente del 5/2/16 a cui fa riferimento la nota del 9 agosto 2016, già piuttosto chiara, nella quale si specifica meglio l'intervento depenalizzatore per il pregresso!]

Riporto testualmente: …nell’ipotesi di somministrazione illecita per la quale era prevista una ammenda di € 50 per ogni giornata di lavoro e per ciascun lavoratore, la sanzione amministrativa da irrogare nel verbale unico di accertamento sarà determinata all’esito di tale operazioni di calcolo. Qualora tale operazione dia luogo ad un importo superiore a € 50.000, lo stesso sarà ricondotto a tale cifra…”

Quindi, per fare un esempio concreto di un ipotetico caso accertato da un ispettore del lavoro: un’azienda, che nello scorso anno, affidava, tramite un appalto illecito, ad una falsa cooperativa parti del proprio processo lavorativo, dirigendo ed organizzando direttamente o indirettamente 100 soci lavoratori della cooperativa appaltatrice, durante un ipotetico periodo di un anno (250 giorni lavorati), il calcolo della sanzione totale dovrebbe essere di € 1.250.000.

Per effetto della depenalizzazione e della nota sopra menzionata, la sanzione non potrebbe superare i 50.000 euro e, se viene pagata subito, per effetto dell’Art. 16 Legge 689/1981, si ridurrebbe fino ad un terzo, cioè 16.667 euro! Ma non è tutto, la stessa nota ci tiene a precisare che il limite della sanzione vale per tutto il sito, quindi tutte le imprese appaltatrici convolte, compreso il committente.

Ecco come il caporalato delle false cooperative viene aggredito: abolendo la somministrazione fraudolenta, con il Jobs Act, depenalizzando la somministrazione irregolare e gli appalti illeciti con sanzioni che, senza tanti giri di parole, sono ridicole! I furbetti delle cooperative e i loro committenti possono dormire sonni tranquilli: nessuno li disturberà, al massimo se la cavano con una piccola sanzione amministrativa.

Provvedimenti precisi, con una precisione chirurgica, che possono far legittimamente pensare che ci sia una lobby che sta lavorando dietro le quinte. Una lobby che, con gli appalti illeciti, può abbassare il costo del lavoro del 40%, ma condanna l’intero settore alla deriva, compromettendo l’esistenza delle imprese serie, che vogliono rispettare contratti e leggi ed esponendo l’intero settore ad infiltrazioni criminose di ogni genere.

Umberto Franciosi

Segretario Generale FLAI CGIL Emilia Romagna