Flai Cgil Emilia Romagna

False cooperative, appalti illeciti, caporalato e somministrazione illegale di manodopera nel settore della macellazione, lavorazione e trasformazione delle carni

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IL CASO INALCA (GRUPPO CREMONINI), MEGLIO CONOSCIUTO CON IL MARCHIO MONTANA, IL CONSORZIO EURO 2000 E "L'ARABA FENICE" GESCAR

L'eutanasia del Consorzio Euro 2000, "dopo quindici anni di passione", INALCA e Consorzio, divorziano e i 900 soci lavoratori vengono assunti in una impresa interinale per sei mesi, poi l'assunzione con le tutele crescenti del Jobs Act (senza articolo 18) e con la decontribuzione in un'impresa, la GesCar, controllata da dirigenti della stessa INALCA. Ora se ne occuperà il Tribunale di Modena, ovviamente prescrizione e indifferenza mediatica permettendo.

L'appalto "perfetto", il modello pionieristico, a cui si sono ispirate tutte le imprese della macellazione e della lavorazione delle carni italiane, per appaltare a false cooperative le fasi del processo produttivo, nato dalle ceneri di un altro appalto, cancellato dall'intervento delle forze dell'ordine nel 1999 (da pag 3 a pag 5), crollato in meno di una settimana. Gli effetti del Jobs Act e della decontribuzione prevista dalla Legge di stabilità 2015?

Pur nella totale indifferenza dei grandi mezzi di comunicazione (forse perchè preoccupati dalle sponsorizzazioni ?) se ne occuperà la Procura di Modena, confermando quanto, in queste pagine affermato dalla Flai Cgil di Modena e dell'Emilia Romagna.

Ora attenderemo l'esito del rinvio a giudizio, auspicando che la giustizia faccia il suo corso e si accertino tutte le responsabilità, anche se i precedenti (i fatti accertati nel 1999 - da pag 3 a pag 5), per lo stesso gruppo, non mi fanno essere moto ottimista perchè, quei fatti, sanzioni penali e multe sembrano cadute tutte in prescrizione.

Inoltre, i guasti o le opportunità create da questo governo per imprese che, nel caso INALCA/CONSORZIO EURO 2000, viene descritto in questo sito e tanti altri che sono stati e stanno per essere segnalati alle competenti autorità, potrebbero creare concorrenza sleale, mettendo a rischio anche la sopravvivenza delle imprese che rispettano le leggi, i contratti e che vorrebbero tenere un comportamento virtuoso, morale ed etico.

Umberto Franciosi Segretario Generale FLAI CGIL Emilia Romagna


GES.CAR. SRL, LA “SCATOLA” DI INALCA (GRUPPO CREMONINI) PER APPALTARE LAVORATORI E DIRITTI [leggi]

Inalca, Baruffi (PD) “Già inoltrata segnalazione al ministro del Lavoro”

Inalca, Pagli (SI - SEL) presentata inerrogazione al Ministro


INALCA SPA (Gruppo Cremonini): La FLAI CGIL non sottoscrive l’accordo che prevede il passaggio, a tempo determinato, di 950 lavoratori in un’agenzia interinale.

Tale “passaggio” è un velocissimo “cambio di casacca” che potrebbe regalare una dote di oltre 14 milioni di euro a chi assumerà questi lavoratori.

950 soci lavoratori del Consorzio Euro 2000 sono stati coinvolti in uno dei più giganteschi cambi di “rapporto di lavoro” che si sia mai registrato sul territorio nazionale e regionale nel settore dell’industria alimentare.

I soci lavoratori erano tutti dipendenti, a tempo indeterminato, del Consorzio Euro 2000 il quale gestiva, da oltre 15 anni, gli appalti negli stabilimenti INALCA SPA di Modena, Lodi e Rieti. INALCA e Consorzio Euro 2000 erano soci in GESCAR SRL, società che attraverso affitti di rami d’azienda e appalti ha affidato, al consorzio stesso e alle cooperative ad esso associate, le fasi del processo produttivo nei tre siti produttivi dell’INALCA.

Un rapporto forte, durato quindici anni, tanto da essere considerato un “modello” di organizzazione d’impresa. I rapporti, fra Consorzio e INALCA SPA, si sono inspiegabilmente interrotti per motivi che non sono stati resi noti alle OOSS. L’unica motivazione, di cui noi eravamo a conoscenza, era di un ritardo nei pagamenti degli stipendi di una decina di giorni.

INALCA, in tre giorni, disdetta il rapporto quindicennale di collaborazione con il Consorzio Euro 2000 e, tramite la Trenkwalder, in meno di un giorno li fa assumere tutti a tempo determinato, per sei mesi precisi. Assunzioni “perfette”, con tutti i dati anagrafici e retributivi perfetti, comprese le qualifiche e le anzianità di servizio precise. Una velocità da fare invidia alle più moderne economie del Pianeta!

Gli ex lavoratori del Consorzio Euro 2000, ora Trenkwalder, si sono ritrovati nello stesso posto di lavoro, con le stesse attrezzature e gli stessi responsabili di reparto che gli impartiscono gli ordini. Un perfetto cambio di casacca, troppo perfetto, e che ha suscitato alla FLAI CGIL seri dubbi.

Stando ai contenuti dell’accordo separato, sottoscritto da FAI CISL e UILA UIL, i lavoratori rimarrebbero assunti in Trenkwalder per almeno sei mesi, tra l’altro già sottoscritto individualmente, dai lavoratori, nella lettera d’assunzione. Nel frattempo, INALCA, individuerebbe un altro soggetto che dovrebbe poi assumere questi lavoratori che, per effetto della Legge di stabilità 2015, godrebbero di due anni di decontribuzione, 8.060 euro per ogni dipendente. Come previsto dalla Legge di stabilità, nei due anni successivi, il soggetto imprenditoriale che assumerà questi lavoratori potrebbe godere di 14 milioni di euro di decontribuzione.

INALCA si farebbe anche carico degli eventuali arretrati retributivi o istituti contrattuali non regolarmente corrisposti, che i lavoratori potrebbero vantare nei confronti del Consorzio Euro 2000, con un meccanismo che riteniamo troppo vago e generico, che è comunque già tutelato, con la responsabilità solidale, dalla vigente normativa in vigore.

Quello che si sta consumando in INALCA non è un atto illegittimo, lo sappiamo bene, ma sarebbe comunque bene evitare che denaro pubblico possa essere utilizzato in questo modo, senza creare nuova occupazione ma, soprattutto, precarizzandola con le così dette “tutele crescenti” del Jobs Act! Queste assunzioni che, nelle statistiche, appariranno come “nuove” avverranno con l’assenza della tutela dell’art. 18 dello Statuto dei lavoratori!

La FLAI CGIL continua a richiedere l’assunzione di questi lavoratori da parte di INALCA e continuerà a farlo anche nel futuro. Al legislatore la decisione, magari con un bel Decreto Legge d’urgenza, di evitare l’utilizzo di denaro pubblico per simili operazioni.

Operazioni moralmente ed eticamente discutibili, tanto di più se si tratta di un’impresa che è indirettamente controllata da denaro pubblico, come nel caso di INALCA SPA. A novembre 2014 il 28,4% delle azioni di INALCA SPA è passato a IQ Made in Italy, joint venture fra Fondo Strategico Italiano e Qatar Investment Authority, tramite un investimento di 165 milioni di euro.

Il Fondo Strategico Italiano è una società di investimento di capitale di rischio con circa € 4,4 miliardi di capitale, il cui azionista strategico è la Cassa Depositi e Prestiti che detiene l’80% della società. La Banca d’Italia detiene il restante 20%.

Bologna, 16 giugno 2015

 

Umberto Franciosi

Segretario Generale FLAI CGIL Emilia Romagna

Lettera al Ministro Giuliano Poletti e ai parlamentari dell'Emilia Romagna

[interrogazione parlamentare SEL] [interrogazione parlamentare PD]

 

INALCA (Gruppo Cremonini): gli appalti ai tempi del Jobs Act. 950 soci lavoratori trattati come merce. la FLAI CGIL chiede l'intervento dei parlamentari e del Ministro Poletti

950 soci lavoratori trattati come una merce qualsiasi, in un contenzioso poco chiaro e trasparente fra l’INALCA (Gruppo Cremonini) e il Consorzio Euro 2000. I lavoratori in questione sono dipendenti del consorzio Euro 2000, cooperativa che opera attraverso appalti negli stabilimenti INALCA di Modena, Lodi e Rieti. Su Modena i lavoratori del Consorzio sono 200. INALCA è la prima azienda in Italia e fra le prime in Europa, nella macellazione e lavorazione delle carni bovine.

Il rapporto fra INALCA e il Consorzio Euro 2000 era nato oltre quindici anni fa, con una serie di cooperative consorziate, nello stesso Consorzio Euro 2000 che, in questi quindici anni, hanno cambiato nome ben cinque volte. INALCA e Consorzio Euro 2000 sono socie di GESCAR SRL, società che intermediava gli appalti negli stabilimenti di INALCA.

Sulla genuinità di quegli appalti e sulla regolarità di quelle cooperative la FLAI CGIL di Modena ha espresso, alle istituzioni competenti e agli organismi di controllo, varie segnalazioni, forti del fatto che il contratto nazionale di lavoro dell’industria alimentare vieta gli appalti delle attività del processo produttivo. Da evidenziare che all’INALCA di Castelvetro sono occupati 1000 dipendenti, 600 diretti e 400 di varie cooperative e consorzi.

A quelle segnalazioni nessuna risposta è mai arrivata. Quelle cooperative che si sono succedute, sempre riconducibili agli stessi dirigenti, non avevano nulla che potesse vagamente onorare quel nome! Per oltre 11 anni non risultano distribuzioni di dividenti, assemblee sociali o votazioni di bilanci consuntivi e di consigli d’amministrazione che abbiano coinvolto i soci lavoratori. Tutti elementi che, in un Paese normale, sarebbero sufficienti per definire quel sistema “somministrazione illegale di manodopera” o, almeno, a mettere in discussione la genuinità dello stesso appalto.

Come un fulmine a ciel sereno l’INALCA, mercoledì 27 maggio, comunica alle strutture nazionali di FAI FLAI UILA l’intenzione di rompere il contratto di appalto. I motivi non ci sono noti e non ci sono nemmeno stati spiegati. Sappiamo di un ritardo del pagamento degli stipendi di alcuni giorni e di un contenzioso sull’aggiornamento dei costi dell’appalto, ma nulla di più.

Si concorda un incontro per sabato 30 maggio 2015 per trovare una soluzione e veniamo a conoscenza, nello stesso incontro, che INALCA ha disdettato il contratto d’appalto con il Consorzio Euro 2000 dal 31 maggio 2015.

Quindi dal 1 giugno 2015 i lavoratori del Consorzio Euro 2000 non possono più entrare negli stabilimenti INALCA. INALCA offre a loro la possibilità di essere assunti in un’impresa interinale, la Trenkwalder, garantendo un acconto di 500 euro sulla mensilità che ancora devono percepire. Un passaggio transitorio, per un tempo determinato in questa agenzia interinale, necessario per trovare un altro soggetto imprenditoriale (l’ennesima cooperativa costruita all’uopo?) a cui affidare le lavorazioni del Consorzio Euro 2000.

Le organizzazioni sindacali, unitariamente, hanno chiesto l’assunzione di tutti questi soci lavoratori presso INALCA, ma la risposta è stata negativa. Così come è stata negativa la risposta alla nostra richiesta di prorogare il contratto di appalto per almeno un altro mese, tempo che ci avrebbe consentito di individuare le opportune soluzioni per questi lavoratori.

Questa rigidità, questo stile di “relazioni sindacali”, è davvero incomprensibile! Non comprendiamo tutta questa fretta. Una fretta che non c’è mai stata quando abbiamo segnalato tutta una serie di inadempienze contrattuali e di rispetto della Legge di questa Repubblica che venivano commesse proprio dal ginepraio di cooperative capeggiate dal Consorzio Euro 2000.

Perchè tutta questa fretta? Quali sono i motivi così gravi? E’ forse l’urgenza di inquadrare questi lavoratori per sei mesi a tempo determinato per poi farli assumere ad un altro soggetto “cooperativo”, entro il 2015, e godere così degli sgravi contributivi previsti dalla Legge di stabilità 2015 e inquadrarli con le tutele crescenti? Sono dubbi che abbiamo e che si consolidano non sapendo il perché e le motivazioni che portano a trattare, 950 soci lavoratori, come una qualsiasi merce, molti dei quali con condizioni economiche drammatiche.

Abbiamo sentito lavoratori che ci hanno detto: “ci puntano la pistola alla testa, o accettiamo quelle condizioni o non abbiamo nemmeno i soldi per comprare il latte per i nostri bambini”

La FLAI CGIL di Modena e dell’Emilia Romagna continuerà a rivendicare l’assunzione di questi lavoratori in INALCA. L’azienda si deve assumere le sue responsabilità e, per toglierci tutti i dubbi fin qui espressi, lo deve fare velocemente e non dopo sei mesi con un altro “cooperatore” che arriva e che si potrebbe intascare una “dote” di 14 milioni di euro in 2 anni in sgravi contributivi, inquadrando questi lavoratori con le tutele crescenti, del Jobs Act, senza l’articolo 18. Non è un reato, le nuove leggi di questa Repubblica lo permettono, ma eticamente e moralmente è veramente indecente! Altro che stabilità dell’occupazione!

La FLAI CGIL di Modena e dell’Emilia Romagna chiederà al Ministro Poletti e a tutti i parlamentari della Regione di intervenire per evitare che si possano verificare queste situazioni, ma anche per dire basta al proliferare di queste false cooperative! Fallo qui, Presidente Renzi, un bel decreto legge d’urgenza, altro che sull’articolo 18!

La mobilitazione continuerà, anche lunedì 1 giugno, e la FLAI CGIL sarà al fianco dei lavoratori del Consorzio Euro 2000 e della Trenkwalder per dire basta a questo sistema che tratta le persone come una qualsiasi merce.

Modena, 31 maggio 2015

Lettera al Ministro Giuliano Poletti e ai parlamentari dell'Emilia Romagna

[interrogazione parlamentare SEL] [interrogazione parlamentare PD]

 

RISCHI CRESCENTI PER I FURBETTI DEL JOBS ACT

Dal Corriere Economia 29 giugno 2015

Difficile aggirare le norme per incassare gli sgravi

In regione scoppiano i casi di INALCA, Albatros e Movimoda. Il Ministero e giuslavoristi concordi: le operazioni fittizie per ottenere i benefici sono in frode alla legge [leggi]

 

 

SOCI-LAVORATORI COOPERATIVA BOING: “RECORD” DI ADESIONI AL FONDO PENSIONE INTEGRATIVA, MA I SOLDI NON VENGONO VERSATI !!!

 

Riportiamo, in questa pagina, il primo comunicato stampa di una vertenza che si preannuncia molto lunga e complessa

Da oltre un mese il sindacato dell’agroindustria Flai Cgil di Modena sta verificando la posizione di alcuni soci-lavoratori della cooperativa Boing di Milano [leggi l'atto costitutivo], che somministra quasi 200 lavoratori nelle aziende del settore alimentare modenese.

I soci-lavoratori che si sono rivolti alla Flai Cgil risulterebbero iscritti a “fondi pensione aperti”, cioè fondi privati non di natura contrattuale, in particolare al fondo pensione della stessa banca d’appoggio della cooperativa.

L’anomalia che stiamo riscontrando è che le quote maturate del trattamento di fine rapporto (Tfr) non verrebbero versate ai fondi pensione aperti.

L’elemento più preoccupante è che alcuni lavoratori sostengono di essere iscritti a questi fondi a loro “insaputa”. Ecco come si potrebbe spiegare quasi il 100% di adesioni ad una forma di previdenza complementare integrativa che la Flai Cgil di Modena ha verificato. Un esempio eccezionale, quello rappresentato da questa cooperativa, forse l’unico in Italia, con un tasso altissimo di adesione a fondi previdenziali aperti.

Alcuni lavoratori risulterebbero iscritti sin dal luglio 2007, momento in cui entrò in vigore la legge sull’utilizzo del Tfr per i fondi pensione, ma si trovano ad oggi una posizione accumulata di soli 300 euro circa.

Da evidenziare che a coloro che hanno aderito nel luglio 2007, veniva regolarmente trattenuta, ogni mese, la quota di Tfr maturata che complessivamente, ad oggi, dovrebbe ammontare ad oltre 6.000 euro, contro i 300 euro che invece si trovano realmente versati!

Si starebbe delineando una situazione molto delicata, con possibili risvolti penali se venisse accertata quella che potrebbe apparire un’appropriazione indebita, ma che creerà danni irreparabili al futuro previdenziale di questi lavoratori. Un danno anche immediato perché alcuni lavoratori, assistiti dalla Flai Cgil, che hanno cessato il rapporto di lavoro, non riescono nemmeno ad ottenere il proprio Tfr accantonato nel fondo (attraverso il riscatto).

Proprio in un momento come questo, con il pesante intervento sulle pensioni appena varato dal Governo, la previdenza complementare dovrebbe rappresentare lo strumento fondamentale per avere un’adeguata integrazione alla previdenza pubblica, ma l’esempio che ne esce da questa vicenda non è sicuramente quello migliore.

La Boing ha oltre 300 soci-lavoratori, più della metà occupati all’Inalca di Castelvetro di Modena (Gruppo Cremonini) attraverso appalti gestiti dal Consorzio Euro 2000 di Milano.

La Boing fino al 2010 si chiamava Boeing. Viene tolta un “e” ma il presidente e la sede legale sono sempre gli stessi. Entrambe le cooperative che si sono succedute fanno parte del Consorzio Euro 2000. Presso la stessa sede legale trovano ospitalità 15 tra consorzi e cooperative, un vero “cooperatificio” [vedi elenco] [vedi la foto della sede del "colosso" cooperativo], dove 10 persone si scambiano ruoli all’interno di queste imprese.

Il Consorzio Euro 2000 ha anche la completa gestione degli appalti presso l’altro grande macello Inalca di Lodi (oltre 400 soci-lavoratori inquadrati in tre cooperative), stabilimento che il segretario della Cisl Bonanni ha definito il 6 maggio dello scorso anno: “un esempio positivo… un’esperienza da seguire per tutto il Paese”. [articolo 1] [articolo 2] [articolo 3] [articolo 4] [articolo 5]

La curiosità, nel ginepraio di consorzi e cooperative che in tutta Italia gestiscono oltre 700 lavoratori è che, Inalca Spa e Consorzio Euro 2000 sono in società nella Ges.Car Srl.

Quest’ultima società è quella che, da quanto sappiamo, gestisce gli appalti e gli affitti di rami d’azienda fra Inalca Spa e Consorzio.

Da settimane la Flai Cgil di Modena chiede invano alla cooperativa Boing di sistemare le posizioni sollevate, ma abbiamo ottenuto solo promesse e un solo caso risolto.

Abbiamo anche segnalato la situazione al committente, l’Inalca Spa, invocando la responsabilità solidale prevista dal Codice civile e dal Dlgs. 276/03, ma anche in questo caso i risultati sono stati nulli.

Abbiamo la sensazione che sia un caso molto complesso e che potrebbe riguardare un numero elevato di soci lavoratori su tutto il territorio nazionale, infatti segnali di situazioni analoghe ci provengono anche da Parma.

 E’ bene precisare che ci troviamo di fronte a soci-lavoratori che tutto sono tranne che soci. Quelli che abbiamo conosciuto e interpellato non hanno mai partecipato ad un’assemblea sociale, non hanno mai eletto un consiglio d’amministrazione, mai votato un bilancio e nemmeno hanno mai ricevuto il Regolamento della cooperativa.

La Boing appare essere un’altra pseudo-cooperativa che si presenta “esteticamente” meglio di tante altre che infestano il territorio modenese, ma che lucrano sempre sulle stesse persone: i lavoratori! In questo caso, oltre alle tante forme di elusione fiscale e contributiva che abbiamo più volte denunciato nel settore della lavorazione delle carni, si sarebbero inventati anche il sistema della “falsa trattenuta del fondo pensione”.

La Flai/Cgil di Modena, dopo aver chiesto la responsabilità solidale dell’Inalca, come previsto dalla legge, sta sostenendo i lavoratori nel segnalare la vicenda alla Procura della Repubblica di Modena, continuerà ad assistere tutti i soci-lavoratori della cooperativa e li invita a rivolgersi presso le sedi sindacali per verificare la loro posizione.

Modena, 8 febbraio 2012

Umberto Franciosi, segretario generale Flai Cgil Modena

 

Rassegna stampa

L'Atto costitutivo della cooperativa

La sentenza del Tribunale di Avellino che condanna la Cooperativa BOEING (quando aveva una "e" in più) per atteggiamento antisindacale nei confronti della FLAI CGIL. Un esempio di come esercitano le relazioni sindacali questi moderni "cooperatori" di Via Dei Gracchi.

Anno 2010 la cooperativa Boeing (con la "e" in più), una interessante intervista ad un ex dipendente e rappresentante sindacale della FLAI CGIL

6 maggio 2011 tutto la stato maggiore della CISL, a partire dal segretario nazionale Bonanni, a tessere le Lodi del macello INALCA di Lodi - gli articoli che non hanno bisogno di essere commentati [articolo 1] [articolo 2] [articolo 3] [articolo 4] [articolo 5]

9 febbraio 2012. Gazzetta di Modena. FLAI CGIL ACCUSA LA COOPERATIVA. "BOING, Fondi Pensione non versati"

ParmaSera Coop Boing, fondi pensione non versati

31 maggio 2015 Resto del Carlino. Ore decisive per gli operai del Consorzio Euro 2000

31 maggio 2015 Gazzetta di Modena. Veretnza Euro 2000, si rompe il tavolo in Confindustria

1 giugno 2015 Prima Pagina Modena. INALCA, 950 lavoratori trattati come merce, la CGIL chiede l'intervento del Ministro Poletti

01 giugno 2015 Resto del Carlino di Modena. Consorzio Euro 2000: intervenga il Ministro. La FLAI CGIL incalza il Ministro sulla cooperativa attiva all'INALCA

01 giugno 2015. Gazzetta di Modena. Caso Consorzio Euro 2000, la CGIL chiede l'intervento del Ministro Poletti

05 giugno 2015 Resto del Carlino. Consorzio Euro 2000: intervenga il Ministro Poletti

10 giugno 2015 Libertà. Sciopero e tensione all'INALCA

11 giugno 2015 Libertà. Ospedaletto: sit in all'INALCA

17 giugno 2015. Prima Pagina Modena. INALCA, riassumere i lavoratori. Si eviti l'utilizzo di denaro pubblico senza creare occupazione

17 giugno 2015 Libertà. INALCA, c'è un accordo ma la CGIL non lo sigla e chiede assunzioni subito

17 giugno 2015 Gazzetta di Modena. CGIL: un record esternalizzare 950 lavoratori

20 giugno 2015 Resto del Carlino. INALCA, parla il Ministero. Sgravi a norma? Dipende

20 giugno 2015 Gazzetta di Modena. Caso INALCA, dal ministero controlli sul nuovo appalto

27 giugno 2015 Resto del Carlino. INALCA, chiusa la mobilità per 58 lavoratori su 950

29 giugno 2015 Corriere Economia RISCHI CRESCENTI PER I FURBETTI DEL JOBS ACT

5 agosto 2015 Il Cittadino di Lodi Ottomilioni di euro di arretrati: «Li paghi direttamente l’Inalca»

8 agosto 2015 Gazzetta di Modena. Consorzio Euro 2000, un debito da 3.5 milioni

24 novembre 2015. Prima Pagina Modena. "Non convocati, la CGIL scrive ad INALCA, condotta inaccettabile, la società è partecipata da un Fondo statale"

21 settembre 2016. Resto del Carlino Modena. GesCar (INALCA - Cremonini). Bonus Fiscali, quattro indagati:"Truffa milionaria ai danni dell'INPS"

22 settembre 2016. Resto del Carlino Modena. "Truffa all'INPS, l'indagine conferma quanto denunciato dalla CGIL"

23 settembre 2016. Corriere di Rieti. Truffa all'INPS, GesCar nei guai

 

Un precedente presso l'INALCA: NOVEMBRE 1999 RISPOSTA A INTERROGAZIONE DEL SENATORE ALBERTINI SUI CASI DI INTERMEDIAZIONE DI MANODOPERA PRESSO L'INALCA SPA (GRUPPO CREMONINI) (da pag. 3 a pag. 5)

 

 



31 maggio 2017

Paglia (SI): Modena, Operaio licenziato per malattia. Colpa di Jobs Act e cambio appalto sospetto

 


22 dicembre 2015

INALCA-GES.CAR. INIZIA NEI FATTI LA RIORGANIZZAZIONE DEL LAVORO IN INALCA, SENZA CONSULTAZIONE SINDACALE


9 dicembre 2015

OPERAZIONE GES.CAR

Gli ex soci del Consorzio Euro 2000 già chiamati per fornire i documenti d'assunzione


Rieti, 2 dicembre 2015

Corriere di Rieti. INALCA, dai lavoratori un secco "no" all'applicazione del nuovo contratto


24 novembre 2015

LETTERA APERTA DI NIDIL/CGIL A DIREZIONE INALCA:
“CONVOCARE AL PIU’ PRESTO SINDACATI DI CATEGORIA SUL
FUTURO DI 900 LAVORATORI SOMMINISTRATI”


23 novembre 2015

NO A GES.CAR La "scatola" di INALCA per non assumere lavoratori


13 novembre 2015

GES.CAR La scatola di INALCA per appaltare lavoratori e diritti

comunicato sindacale


20 settembre 2015

 Presadiretta RAI 3, puntata del 20 settembre 2015

"I furbetti del Jobs Act", le telecamere di Presadiretta sul caso INALCA (Montana) del Gruppo Cremonini


7 agosto 2015

SISTEMA APPALTI NELL'AGRO-ALIMENTARE MODENESE: 3,5 MILIONI DI EURO I CREDITI STIMATI PER I FACCHINI E DISOSSATORI NEGLI APPALTI INALCA (GRUPPO CREMONINI) DI CASTELVETRO DI MODENA


5 agosto 2015

Ospedaletto Lodigiano (Lodi)

Ottomilioni di euro di arretrati:
«Li paghi direttamente l’Inalca»

 


30 luglio 2015

FLAI-CGIL E NIDIL-CGIL NON  SOTTOSCRIVONO L'ACCORDO CON TRENKWALDER

TROPPO ONEROSO E SENZA CRITERI OGGETTIVI IL TAGLIO PREVISTO DAL 30% AL 50% DEGLI INCENTIVI PERSONALI DI 184 LAVORATORI EX CONSORZIO EURO 2000 [leggi]


30 luglio 2015

Rieti

INALCA, POLIDORI CGIL: “I DEBITI SI PAGANO


3 luglio 2015

Le organizzazioni sindacali chiedono il pagamento del mancato preavviso al Consorzio Euro 2000 [leggi]

 


7 luglio 2015

MESSI IN DISCUSSIONE GLI INCENTIVI PERSONALI CHE RIGUARDANO CIRCA IL 20% DEL PERSONALE EX CONSORZIO EURO 2000

 


Puntata di Ballarò del 30 giugno 2015 sul cambio appalto avvenuto all'interno degli stabilimenti INALCA (MONTANA) del Gruppo Cremonini e il Consorzio Euro 2000.

Il più veloce cambio di "casacca" che ha interessato 950 soci lavoratori di una falsa cooperativa.

 


L'EUTANASIA DI UNA FALSA COOPERATIVA

12 MILIONI DI EURO IL BUCO DI BILANCIO CHE L'ASSEMBLEA DEI SOCI DEL CONSORZIO EURO 2000 HA VOTATO SABATO 27 GIUGNO 2015

12 milioni di buco, saltati fuori dopo la girandola di cooperative che hanno cambiato nome, almeno 5 volte in quindici anni, con gli amministratori e i loro familiari che hanno cambiato posto di comando tanto da far ubriacare chi cercasse di ricostruire la vicenda, di cui ci siamo già abbondantemente occupati.

Un buco gigantesco, il tutto all'insaputa dei soci che, per oltre 12 anni, non hanno mai votato un bilancio, un consiglio di amministrazione e nemmeno beneficiato di un piccolo ristorno, o partecipazione agli utili.

Il tutto, ovviamente, all'insaputa del committente INALCA, meglio conosciuta come MONTANA, del Gruppo Cremonini che, con il Consorzio Euro 2000, sempre per 15 anni, socie dentro in GESCAR SRL, hanno gestito gli appalti negli stabilimenti dell'INALCA SPA in tutta Italia. L'appalto "perfetto", il modello "pionieristico", tanto da essere preso come riferimento da tante altre imprese del settore.

12 milioni usciti così, d'incanto! Alle domande del perchè è stato creato questo buco sono state date timide, pacate e docili risposte inerenti un "mancato pagamento di un conguaglio da parte di INALCA", un mancato adeguamento delle tariffe in altri appalti e, ben 8 milioni di euro di questi 12, per crediti che il Consorzio vantava verso le cooperative che erano associate.

Nemmeno un "urlo" contro la concorrenza sleale di altre false cooperative che lavorano a prezzi stracciati, causa della perdita di alcuni importanti appalti (Citterio e Principe). Nemmeno un "arringa" per sostenere che, comunque, questa cooperativa con tutte le criticità che la FLAI CGIL di Modena ed Emilia Romagna hanno segnalato, applicava integralmente un corretto contratto di lavoro, riconoscendo malattia e infortunio, ferie, tredicesima e quattordicesima, elementi che non sono scontati nelle altre false cooperative.

Timide risposte, quasi rassegnate, quasi come si trattasse dell'eutanasia di una cooperativa "falsa" che diventa "vera" quando conviene, cioè per decretarne il fallimento, per consentire l'intervento del Tribunale. Un'uscita di scena, senza voler far troppo rumore con un unico capro espiatorio che si prende tutte le colpe:  Pasquale D'Alterio, l'ex presidente del Consorzio Euro 2000.

La domanda: ma quanto stai per "morire" per responsabilità che formalmente imputi ad altri, con tutta la folla che per anni ti osannava come un Dio (D'Alterio) e ora di inveisce contro, come se fossi l'affamatore del popolo, non cercheresti di "vender cara la pelle"? Al lettore la risposta.

Umberto Franciosi. Segretario Generale FLAI CGIL Emilia Romagna


 

L'EPILOGO DEL CONSORZIO EURO 2000, LA PRIMA DELLE FALSE COOPERATIVE, PRESA A MODELLO PER L'APPALTO PERFETTO

Alcune situazioni denunciate e segnalate alcuni anni fa, anche al committente INALCA / MONTANA il quale, allora, se ne guardò bene dal rompere il contratto d'appalto. Forse non erano sufficientemente "gravi" quei fatti?


Al centro della foto D'Alterio Pasquale e Luigi Cremonini

Una "passione", quella fra Cremonini (INALCA / MONTANA) e D'Alterio Pasquale (Presidente Consorzio Euro 2000) durata oltre 15 anni, interrotta senza nemmeno far volare stracci o rompere stoviglie. La fine di un lungo e proficuo matrimonio, tanto da essere considerato, nel settore della lavorazione delle carni, ma anche da alcune organizzazioni sindacali, un modello "pionieristico", nato dopo la bufera del 1999

Qualche interessante articolo sul modello "pionieristico" costituito fra INALCA e Consorzio Euro 2000:


(nella foto da sinistra verso destra: D'Alterio Pasquale, Raffaele Bonanni e Luigi Cremonini)

nella foto da sinistra verso destra, in primo piano: Luigi Cremonini, Raffaele Bonanni, Cianfoni e D'Alterio Pasquale)

Quando fra INALCA / MONTANA (Gruppo Cremonini) e D'Alterio (Consorzio Euro 2000) andava tutto a "gonfie vele" e l'appalto era considerato un modello.


Rieti

Polidori (Cgil): per Euro2000 probabile liquidazione coatta


Comunicato sindacale per i soci lavoratori del Consorzio Euro 20000

FATE ATTENZIONE ALL'ASSEMBLEA DEI SOCI DEL 27 GIUGNO 2015

[leggi il comunicato]


Comunicato stampa FLAI CGIL Modena

INALCA (GRUPPO CREMONINI): IL MINISTERO DEL LAVORO RISPONDE ALL’INTERROGAZIONE PARLAMENTARE PRESENTATA DAI DEPUTATI DEL PD EMILIANO-ROMAGNOLI

 


Commissione Lavoro Camera dei Deputati

Il sottosegretario Bellanova ha risposto all’interrogazione dei deputati Pd dell’E.R.

Il testo dell'interrogazione [leggi]

il testo della risposta [leggi]

Comunicato stampa - Inalca, Baruffi “Attenzione del Governo per i lavoratori ex Euro 2000” [leggi]


L'INTERVENTO DEL MINISTERO

La Circolare inviata dalla Direzione Generale per l’Attività Ispettiva del Ministero con la quale fornisce, ai propri ispettori, indicazioni operative finalizzate ad identificare i casi di fruizione indebita dell'esonero contributivo triennale,introdotto dalla Legge di Stabilità 2015.

In particolare, il Ministero ha evidenziato imprese committenti che disdettano contratti di appalto che interessano numerosi lavoratori i quali, trascorso un periodo di almeno 6 mesi in  cui continuano a prestare la medesima attività attraverso un contratto di somministrazione, vengono assunti a tempo indeterminato da una terza impresa appaltatrice, talvolta costituita appositamente, che può così godere dei benedici e garantire al committente notevoli risparmi.

In definitiva, il Ministero del Lavoro sprona le Direzioni territoriali del lavoro a svolgere specifiche azioni ispettive, anche in congiunta con gli ispettori dell’Inps. [leggi]

Comunicato stampa del Ministero del Lavoro

L'articolo del Sole 24 Ore


RIETI

LETTERA APERTA A LUIGI CREMONINI PATRON DELL’INALCA

INALCA. NEANCHE NEI PAESI IN VIA DI SVILUPPO

Accordo lesivo del CCNL. UNica soluzione la riassunzione di tutti i lavoratori oggi in forza nella società in somministrazionE

LODI

LA FLAI CGIL CHIEDE L'IMMEDIATA ASSUNZIONE DEI LAVORATORI DEL CONSORZIO EURO 2000

NaZIONALE

SETTORE CARNI. FLAI CGIL NON SOTTOSCRIVE ACCORDO CON INALCA Accordo lesivo del CCNL, unica soluzione l'assunzione di tutti i lavoratori oggi in forza nella società in somministrazione


TG 3 Emilia Romagna

 

Intervista a Marco Bottura, segretario generale FLAI CGIL Modena

[guarda]

 

 


FLAI CGIL NON SOTTOSCRIVE ACCORDO CON INALCA Accordo lesivo del CCNL, unica soluzione l'assunzione di tutti i lavoratori oggi in forza nella società in somministrazione


NOVEMBRE 1999 RISPOSTA A INTERROGAZIONE DEL SENATORE ALBERTINI SUI CASI DI INTERMEDIAZIONE DI MANODOPERA PRESSO L'INALCA SPA (GRUPPO CREMONINI) (da pag. 3 a pag. 5)