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False cooperative, appalti illeciti, caporalato e somministrazione illegale di manodopera nel settore della macellazione, lavorazione e trasformazione delle carni


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IL "PAESE DEL MAIALE" NON VERRA' PROIETTATO E NON CI SARA' IL PREVISTO DIBATTITO CON IL REGISTA RUBEN OLIVA

CENSURA O "AUTO" CENSURA?

Gli amministratori locali di "Terre di Castelli" chiedono a LIBERA di cambiare programma e LIBERA lo cambia.

Il documentario, che si doveva proiettare, non era gradito ad alcuni amministratori locali dell'Unione comunale "Terre di Castelli".

E la libertà d'informazione? Ma allora non è solo Berlusconi che vuole controllare ed orientare i media e l'informazione!

Non male per un territorio amministrato dalla sinistra, anche quella radicale!

La Proiezione del documentario era prevista per il 30 giugno 2008, come si può notare dal programma inserito in rete fino alle ore 12.00 circa del 20 giugno [VEDI].

La Giunta di Terre di Castelli si riunisce il 19 giugno e decide, tra le tante deliberazioni, di "chiedere" l'eliminazione dell'iniziativa del 30 giugno. LIBERA, conseguentemente, toglie la programmazione dell'iniziativa come si può notare dal programma ora in rete [VEDI].

Evviva la libertà d'informazione, ma solo di un certo tipo di informazione! Come quella di cui si discute, sempre alla festa di LIBERA, nel Comune di Castelnuovo Rangone il 1 luglio 2008, con l'iniziativa: "Quale informazione per parlare di mafia?". Oppure la libertà d'informazione rappresentata dal famosissimo Marco Travaglio che, il 4 luglio 2008 sempre a Castelnuovo Rangone, presenterà il suo libro "Se li conosci li eviti" [VEDI]

Dobbiamo trarre la conclusione che la libertà d'informazione vale solo fino a quando si parla di altri e di altro, ma quando parla di noi, del nostro territorio, delle nostre "ombre", delle nostre criticità o dei preoccupanti intrecci, che certe nostre oscure e non chiarite vicende hanno con la mafia, essa diventa "scomoda". Dal documentario usciva anche e non solo questo aspetto.

Invece di cogliere l'occasione di partecipare al dibattito, portando le proprie idee, convinzioni e critiche si è preferito "oscurare". Poi si urla e ci si indigna per i licenziamenti di Biagi o Santoro, qui il metodo, anche se su piani diversi, è paragonabile.

Censura o no ha poca importanza. Quello che è accaduto, in questo piccolo pezzo di terra del suolo italiano, nella civile e democratica Emilia, è una storia che sottolinea lo stato di difficoltà in cui si trova chi, per mestiere, vuole fare informazione in un Paese che non si può certo definire "normale".

Una difficoltà che inesorabilmente incontra anche chi, come Libera, fa della libertà d'informazione un suo valore fondamentale.

 

ECCO DI COSA TRATTAVA IL DOCUMENTARIO

Il documentario andò in onda, su RAI 3, nella notte di una calda estate del 2006, con mezza Italia in ferie e gli altri a dormire. Nel filmato si narravano vicende inerenti la contraffazione alimentare, attraverso il cambio dei marchi di cosce suine, dell'omicidio di un socio lavoratore di una falsa cooperativa di facchinaggio, che chiedeva denaro in cambio del suo silenzio.

Inoltre, il documentario riporta alcune fasi del dibattimento in Tribunale di Reggio Emilia, mentre si giudicavano mandante ed assassini del socio lavoratore, nel quale si palesano evidenti e misteriosi intrecci con mafia e la politica romana in tutta questa "sporca" vicenda.

Inquietanti vicende, sulle quali non è ancora stata fatta piena luce. Infatti il processo, sulla contraffazione alimentare, nonostante decine di testi, intercettazioni telefoniche e prove schiaccianti non è mai partito.

Vicende che hanno trovato alimento nel brodo di coltura delle false cooperative di facchinaggio, nel caporalato, nel lavoro nero e grigio, nello sfruttamento della manodopera e nell'indifferenza istituzionale e politica. Avvenimenti e vicende accaduti nel territorio dell'Unione dei Comuni "Terre di Castelli"

Su YouTube, comunque, si trovano pezzi del documentario che di seguito vengono riportati:

Il Sindaco di Castelnuovo Rangone, Roberto Alperoli: <<mi impegno ad organizzare un dibattito sull'argomento che parta proprio dalla visione de "il paese del maiale" a cui inviteremo i registi, gli imprenditori, i sindacati. l'USL e le amministrazioni comunali>>

Vedi articolo del Resto del Carlino del 27/06/08

Meglio tardi che mai! Un ottimo segnale. Ora aspettiamo fiduciosi, anche dalle altre istituzioni, la partenza del processo sulle contraffazioni alimentari, in cui si sono incrociate oscure vicende di mafia e politica, ma anche qualche serio atto di contrasto alle false cooperative di facchinaggio che, impunemente, fanno caporalato in un territorio strategico per l'economia italiana. Al di là delle opinioni e degli schieramenti politici è necessario che ognuno faccia la sua parte e si assuma le sue responsabilità.


Resto del Carlino di Modena del 28/06/08

NO AL FILM SUI MACELLI, TROPPE POLEMICHE. Libera precisa di non aver subito censure

Dopo sei giorni è arrivata la posizione ufficiale di LIBERA, riportata dall'articolo del Carlino di Modena.

Libera nella dichiarazione pubblicata sostiene quanto segue: "Nessuna censura. Abbiamo condiviso su richiesta la decisione di modificare il programma per evitare il riaccendersi di polemiche su una vicenda per altro già definita in sede giudiziaria"

Come già anticipato, in questo sito, se non è una "censura" è sicuramente un "auto censura". Attendiamo il comunicato ufficiale di LIBERA che, per ora, non si trova ancora in rete, ma possiamo consigliare, ai suoi dirigenti, di visionare meglio quel documentario.

Quelle "vicende", che LIBERA ritiene già risolte nelle sedi giudiziarie, non lo sono affatto! Il processo sulla contraffazione alimentare, che nascondeva intrecci tra mafia e politica romana, sfruttamento di manodopera straniera attraverso caporali e false cooperative non è ancora partito e, forse, non partirà nemmeno se continuerà questa indifferenza.


Resto del Carlino Modena del 29/06/08

Il Sindaco Adani difende il collega Alperoli dall'accusa di censura, ma è disponibile a confrontarsi sul tema.

"PRONTI A PROIETTARE IL FILM E A DISCUTERE DI MAFIA DEI MACELLI"

 

 

 

 

 

Gazzetta di Modena del 29/06/08

Castelnuovo. Alperoli rifiuta le accuse su "il Paese del Maiale". "Già proiettato più volte". Interviene anche Roberto Adani

"NESSUNA CENSURA PER IL FILM"

 

Dopo otto giorni si continuano a ribadire gli stessi concetti: non si tratta di censura, il documentario tratta di argomenti in modo univoco e falsato, il documentario è stato più volte proiettato sul territorio ecc..

Non si capisce perchè si devono ripetere all'infinito queste cose, forse perchè devono convincere loro stessi?

Nell'articolo pubblicato il 29 giugno 2008 il Presidente dell'Unione esprime un parere che merita un commento. Sappiamo molto bene che la mafia nei nostri territori si comporta e si muove in modo diverso da come opera in Sicilia, ma qui, nei fatti trattati nel documentario, si narra di una falsa cooperativa che somministrava illegalmente manodopera (senza problemi), che falsificava marchi di cosce suine per conto terzi e che aveva oscuri e non chiariti legami con la mafia e il potere politico romano. Tutti aspetti che non sono ancora stati trattati in nessuna aula di tribunale, nonostante che il processo sia lì da anni in attesa di rinvio a giudizio!

Infine interessante conoscere, sempre dalla stampa del 29 giugno 2008, tutte le iniziative fatte dalle istituzioni locali sul tema delle contraffazioni alimentari, sul contrasto alle cooperative spurie e sulla richiesta, fatta alle forze dell'ordine, di indagare. Non ce ne siamo accorti: probabilmente siamo stati poco attenti in questi anni. Siccome questo sito riporta tutte le iniziative, rese pubbliche sui temi sopra citati, attendiamo tutti gli aggiornamenti necessari.


Il Resto del Carlino di Modena 22/06/08:

SALTA IL FILM SULLA "MAFIA DEI MACELLI". IL SINDACO ALPEROLI: "DIFFAMA IL PAESE"

Il Resto del Carlino di Modena 26/06/08

IL POLO PER CASTELNUOVO E MONTALE: "SBAGLIATO CENSURARE IL FILM SULLA MAFIA DEI MACELLI"

Il Corriere della Sera del 26/06/08 edizione online

"IL PAESE DEL MAIALE" NON S'HA DA FARE. QUANDO LA CENSURA ARRIVA DA SINISTRA.

No del primo cittadino di Castelnuovo Rangone alla proiezione del film sulla mafia nei macelli

Il Giornale del 27/06/08 edizione online

Censurato il maiale anti-coop

Il Resto del Carlino (pag. Nazionali) del 27/06/08

Il paese del maiale non s'ha da fare. Castelnuovo Rangone, sindaco vieta la proiezione del film sulla mafia nei macelli

Emilianet.it del 27/06/08

La posizione di LIBERA, dopo cinque giorni: tutto ok, nessuna "censura". Intervistato anche il regista Ruben Oliva

Posizione, quella degli organizzatori della Festa nazionale di Libera, giunta con qualche giorno di ritardo, che non sembra coincidere con la versione rilasciata dal Sindaco, nell'intervista rilasciata al corriere.it, in merito alla vicenda inerente la "censura" [ascolta]

IL PAESE DEL MAIALE

Articolo pubblicato su Diario