Resto del Carlino Modena 28 luglio 2002

Trappola mortale?
 
Continuano le indagini dei carabinieri coordinati dal sostituto procuratore Lucia Russo, per scoprire chi ha sparato i cinque colpi di pistola e ucciso Ismail Jaouadi (nella foto), 28enne tunisino, mentre stava scappando nel vigneto di via Argine Mola a San Sisto, nel Reggiano. Sono state interrogate molte persone anche nell'ambiente della «disossatura» delle carni. E gli interrogatori dei dipendenti ''Korona'' riprenderanno domani. Pare che alcune piste siano già state abbandonate dagli inquirenti, tra cui quella passionale. La compagna della vittima, Barbara Consoli, è rientrata ieri mattina a casa, ma non ha voluto rilasciare dichiarazioni. Mentre un certo ottimismo sembra trapelare tra gli inquirenti, che starebbero seguendo una pista giudicata molto interessante. Restano dei misteri da spiegare, come quello dei guanti di lana che il giovane tunisino aveva con sé.
Sarà poi l'autopsia a indicare da quale pistola siano partiti i cinque colpi. Forse da una pistola a tamburo, visto che a terra non sono stati ritrovati bossoli.
Un altro interrogativo è il motivo per cui la vittima fosse a San Sisto, così lontano dalla sua casa a Castelnuovo Rangone, e con quale mezzo fosse arrivato. Considerato che non sono state trovate auto, si ritiene che sia arrivato là con i suoi assassini o con qualcuno del quale doveva fidarsi. E il suo cellulare? Voci non confermate ne segnalavano il ritrovamento da parte degli inquirenti. La vittima non è mai risultata segnalata dalle forze dell'ordine in provincia di Modena. Aveva un paio di precedenti giudiziari di minima importanza. La compagna, svegliata tre notti fa alle 4 dai carabinieri reggiani e da quelli della stazione di Castelnuovo, ha confernato che ultimamento aveva personalmente rapporti conflittuali con la vittima, ma la compagna stessa ha subito dimostrato di non avere nulla a che vedere con l'omicidio. Le indagini sono aperte a, come si dice, 360 gradi. La vittima è un immigrato regolare, non risulta che avesse contatti con alcun genere di criminalità. Rimane il dubbio dei guanti dilana che aveva civino quando fu ucciso, del coltello da lavoro che gli è stato trovatoin tasca. Ismail era andato a Poviglio a tarda sera per un motivo preciso. La chiave dell'omicidio è tutta qui. Si tratta di stabilire se un dipendente di una ditta ormai specializzata nell'assumere dipendenti extracomunitari abbia avuto motivi di constrasto con concorrenti occasionali di lavoro. In questo caso non si parlerebbe più di male-organizzazioni o di racket, ma invece di un immigrato che è stato ucciso con cinque colpi di pistola da qualcuno che non ha avuto neppure il tempo di conoscere.
 

http://ilrestodelcarlino.quotidiano.net/chan/29/4:3560799:/2002/07/28