Da televideo di Teleradiocittà

30 ottobre 2006

 

CAPORALATO, LA DENUNCIA DEL SINDACATO

Indagine partita da Maranello

 

Offrivano personale in appalto per svolgere manutenzioni in imprese ceramiche. Due nord africani ogni mattina caricavano su un camion un po’ di clandestini e li portavano in un’azienda ceramica di Maranello, dove tutto il giorno lavoravano per 5, 6 euro all’ora, senza contratto, senza tutele sanitarie e previdenziali e senza preparazione. L’azienda, di medie dimensioni, aveva appaltato a costi vantaggiosissimi alcune mansioni, che però non sempre – secondo i riscontri – erano strettamente di manutenzione. A scoprire questo giro di caporalato la polizia municipale di Maranello, assieme ai carabinieri, che nei giorni scorsi ha controllato tre imprese ceramiche, e in una ha trovato sette clandestini, tra cui un iracheno che ha approfittato della presenza delle forze dell’ordine per chiedere asilo politico. Denunciati, per sfruttamento di lavoro clandestino, i due titolari immigrati che avevano aperto queste cooperative di facciata. E sempre in tema di lavoro nero, è di oggi una nota della Flai Cgil che, partendo dall’indagine sulla Suincom, denuncia un fenomeno secondo il sindacato sempre più diffuso anche nel settore carni. Anche in questo caso le aziende appalterebbero fasi della lavorazione ad agenzie di facchinaggio, che però offrirebbero non facchini ma lavoratori per mansioni più specialistiche ma senza autorizzazioni e preparazione, riuscendo però, come nel caso di Maranello, a contenere i costi della manodopera. La Cgil si augura infine che sulla vicenda Suincom sia fatta al più presto completa chiarezza